Gatti ipoallergenici: 13 razze di gatti anallergici 

Gatti ipoallergenici: 13 razze di gatti anallergici 

Esistono gatti anallergici? Ecco le razze più indicate per chi soffre di allergia 

Prima di prendere un gatto bisogna prendere in considerazione diversi aspetti, come l’impegno che richiede e lo sforzo economico. Ma ancora prima di questo devi avere la sicurezza di non soffrire di allergia ai gatti! E se invece così fosse devi per forza rinunciare all’idea di prendere un micio? No, se lo scegli tra le razze di gatti ipoallergenici

Grazie a determinate caratteristiche, questi cosiddetti gatti ipoallergenici non causano gli stessi sintomi degli altri, e diminuiscono le probabilità di scatenare una reazione allergica.
È importante notare questo, però: le probabilità diminuiscono, non spariscono! Non esistono gatti anallergici, ovvero totalmente privi degli allergeni responsabili dei fastidiosi sintomi. Esistono però razze in cui sono presenti in quantità ridotte, e che risultano quindi più adatte ai soggetti allergici. 

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Allergia ai gatti: come funziona 

Prima di tutto, è fondamentale capire come funziona l’allergia ai gatti. Questo perché moltissime persone –anche quelle che soffrono di allergia– attribuiscono la responsabilità ai peli del gatto, quando in realtà sono solo il tramite attraverso il quale l’allergene si sparge.

Infatti, l’80% delle persone che soffrono di allergia al gatto, reagiscono alla proteina Fel D1, che viene prodotta da saliva, lacrime, pelle, urina e organi del gatto. Esatto: non è presente nel pelo. Lì però ci finisce, trasportata attraverso il leccamento: i gatti sono animali molto puliti, amano farsi la toeletta e passano così fino a un quarto del loro tempo di veglia. 

Nei soggetti allergici, il contatto con la proteina Fel D1 scatena sintomi come irritazione cutanea, gonfiore degli occhi, asma e congiuntivite. 

Gatti ipoallergenici: esistono razze più adatte? 

Dato che molti credono di essere “allergici al pelo”, non è raro che cerchino un gatto con pelo anallergico da adottare per stare alla larga dai sintomi. Abbiamo visto però che il problema riguarda altre parti del corpo dell’animale e alcune delle sue secrezioni: anche un gatto senza pelo può dare allergia, di conseguenza. I sintomi possono essere scatenati dall’azione di pulire la lettiera, per esempio, poiché troviamo la proteina responsabile anche nell’urina del gatto. 

Certo è che il pelo rimane comunque il principale veicolo dell’allergene: accarezzare un gatto, così come averlo nel letto o semplicemente nella stessa stanza potrà causare i sintomi. Soprattutto se si tratta di un gatto che perde molto pelo, e che quindi contribuisce a spargere l’allergene per tutto l’ambiente. 

Appurato che non esistono gatti anallergici, possiamo invece confermare che esistono gatti ipoallergenici. Si tratta di numerose razze che, perché perdono poco pelo o perché presentano una quantità di allergene molto ridotta, sono più adatte al contatto con gli allergici. 

Razze di gatti ipoallergenici 

Per chi soffre di allergia ma ama i gatti, sarà bello scoprire quante siano in realtà le razze compatibili con la propria condizione. Per un motivo o per un altro, quelli di cui ti stiamo per parlare sono gatti ipoallergenici, o comunque considerati tali. Non dimenticare che ogni persona può avere un livello di allergia differente, e una sensibilità diversa all’allergene. 

Inoltre, è importante badare al fatto che il singolo esemplare può causare più o meno allergia, perciò in base all’intensità dei tuoi sintomi pondera molto bene l’idea di prendere un gatto! 

Le razze di gatti ipoallergenici di cui parleremo sono: 

  • Gatto siberiano 
  • Blu di Russia
  • Bengala 
  • Balinese
  • Siamese
  • Devon Rex
  • Oriental Shorthair
  • Cornish Rex
  • Gatto delle foreste norvegesi
  • Sphynx
  • Laperm 
  • Burmese

Gatto siberiano ipoallergenico

gatto siberiano ipoallergenico foto

Il gatto siberiano è ipoallergenico, anzi, a livello teorico è l’unico che può essere considerato tale. Questo perché si tratta della razza che produce meno Fel D1 in assoluto: ne ha talmente poca che risulta quasi anallergico. 

Nonostante il pelo lungo e folto, quindi, questo gattone originario della Russia potrebbe tranquillamente diventare il tuo nuovo coinquilino. E saprà di certo riempire la tua vita d’amore e di dolcezza, grazie al suo carattere tranquillo e sensibile. Spesso, per il suo temperamento, viene impiegato nella pet therapy

Blu di Russia 

Proveniente dalla stessa terra, anche il Blu di Russia presenta una ridotta produzione di proteina Fel D1, cosa che lo rende ipoallergenico e adatto alla vita con soggetti allergici. Abituandosi alle rigide temperature russe, inoltre, la razza ha nel tempo sviluppato un fitto sottopelo. Questa caratteristica permette di intrappolare gli allergeni nella pelliccia, in modo da non farli liberare nell’aria circostante. 

Il suo manto lucente di colore blu-argentato e i suoi occhi verde smeraldo sapranno farti innamorare a prima vista, mentre il suo carattere giocoso e dolce ti riempirà le giornate d’amore. 

I Blu di Russia sono gatti abili e vispi, molto sensibili all’umore dei loro padroni: averne uno in casa è un vero privilegio. 

Bengala 

bengala foto

Con le sue macchie e il suo aspetto selvaggio ed esotico, il gatto del Bengala è tra le razze di gatto ipoallergeniche per un motivo diverso rispetto ai precedenti. La produzione di proteina Fel D1 non è ridotta, ma lo sono invece le cure che il micio riserva al proprio pelo: con meno grooming, la dispersione è davvero scarsa.

Inoltre, il Bengala perde poco pelo, essendo corto e spesso. 

Dolce e giocherellone, questo gatto ha bisogno di fare molto movimento  e di stare all’aria aperta, a causa della sua grande curiosità. 

Balinese

Tra i gatti ipoallergenici troviamo anche il Balinese, uno dei più amati per via del suo aspetto elegante e sofisticato. Simile al siamese per colori, presenta un pelo molto più lungo e pare essere una sua mutazione spontanea, sviluppatasi negli Stati Uniti. 

Il manto è morbido e semi-lungo, e a dispetto di quanto si possa pensare questo gatto perde pochissimo pelo. Inoltre, produce meno Fel D1 di molte altre razze, il che lo rende ipoallergenico e perfetto per la convivenza con chi soffre di allergia. 

Con il suo carattere dolce, giocherellone e affettuoso, il Balinese è pronto a diventare il tuo compagno di coccole e di divertimento! 

Siamese

siamese foto

Perde pochissimo pelo e riduce al minimo il rischio di scatenare reazioni allergiche: stiamo parlando del Siamese, un gatto iconico per via dei suoi colori. Con i suoi occhi a mandorla di colore azzurro intenso e il suo fisico atletico, questo gatto (probabilmente) di origini thailandesi è uno degli esemplari più particolari che si possano avere in casa. 

Molto vivace e giocherellone, sa darti tutto l’amore di cui hai bisogno. Ma lo pretende anche indietro: sempre in cerca di attenzioni, è un gran miagolatore e ama stare a stretto contatto con il suo padrone. 

Anche in questo caso la produzione di proteina allergene è ridotta.

Se prima abbiamo visto la sua variante a pelo lungo, è importante specificare che ne esiste anche una a pelo semilungo: il Giavanese. E, come i suoi cugini, è anche lui un gatto ipoallergenico. 

Devon Rex

Il Devon Rex è uno dei gatti ipoallergenici per eccellenza. Pelo cortissimo, ne perde davvero poco e la sua produzione di proteina Fel D1 è bassissima: insomma, ha tutte le caratteristiche per risultare ipoallergenico. 

È una taglia piccola, e per via del suo poco pelo è molto sensibile sia al freddo che ai raggi solari. Lo si può trovare in tantissime colorazioni diverse, che siano uniformi, bicolori o tricolori. Ciò che colpisce di più del Devon Rex è di certo il suo muso dolce e piccino, contornato da orecchie grandi e larghe: gli occhi profondi e leggermente all’insù lo fanno sembrare un piccolo elfo. 

Con un carattere dolcissimo e giocherellone, questo gatto ipoallergenico è fedele come un cane e ama seguire il suo padrone ovunque vada. 

Oriental Shorthair

oriental shorthair foto

Orecchie grandi e appuntite, un muso elegante e vagamente snob: è l’Oriental shorthair, un gatto ipoallergenico sempre più in voga. Proprio come dice il suo nome, presenta un pelo cortissimo, che difficilmente si stacca dal corpo: per questa ragione, la dispersione di allergene è davvero scarsa.

Nonostante il suo aspetto così “altolocato”, il gatto orientale a pelo corto è in realtà un animale dolcissimo, che ama giocare e ricevere le coccole. Il contatto con gli umani non solo è di suo gradimento, ma lo fa stare proprio bene: si tratta infatti di un gatto che non ama stare da solo. 

Esiste in tantissime colorazioni diverse, dal nero al bianco e grigio combinati. 

Cornish Rex

Il Cornish Rex è un gatto ipoallergenico per una motivazione molto particolare. Il suo manto, a differenza delle altre razze, non presenta la giarra, ovvero i classici peli più lunghi e sottili che hanno di solito i gatti. Questo fa sì che la perdita di pelo sia scarsissima, quasi nulla, e di conseguenza il rischio di scatenare allergia è ridotto ai minimi termini. 

Razza di origine britannica, il Cornish Rex esiste in tante colorazioni diverse e presenta un pelo corto e riccio, un aspetto slanciato e un carattere dolce, curioso e piuttosto vivace. 

Gatto delle foreste norvegesi (Norvegese)

Con quel suo pelo così lungo e folto di certo non ci si aspetta di trovare il Norvegese tra i gatti ipoallergenici… e invece! Proprio come il gatto Siberiano è ipoallergenico o potremmo osare dire quasi anallergico: la produzione di proteina Fel D1 è davvero minima in queste razze. 

Affascinante e maestoso, il gatto delle foreste norvegesi è un animale di grandi dimensioni, che raggiunge senza troppi problemi i 9 chilogrammi. Si tratta di un animale da compagnia perfetto per tutti, grazie al suo carattere dolce e affabile: non perde mai, però, quella punta di curiosità e voglia di esplorazione, perciò non è raro che cerchi la sua indipendenza di tanto in tanto.   

Sphynx 

sphynx foto

Gatto senza pelo per eccellenza, lo Sphynx è anche conosciuto come gatto egiziano. Anche se abbiamo appurato che non è il pelo a causare l’allergia, il fatto che ne sia privo risulta comunque un vantaggio in questo caso perché si riduce la dispersione di allergeni nell’ambiente circostante. Attenzione, però, perché la diffusione è ridotta, ma la produzione di Fel D1 da parte della pelle è maggiore rispetto ad altre razze. 

Molti chiamano gli Sphynx “borse dell’acqua calda”: perché? Per la grande quantità di calore corporeo che emanano: accarezzarli durante l’inverno è un vero piacere! 

Anche se non ha bisogno di essere spazzolato, la cura quotidiana prevede spugnature per rimuovere le secrezioni sebacee in eccesso. 

Laperm 

Dolce e coccolone, il gatto Laperm è ipoallergenico per via dell’ondulatezza del suo mantello, che è oltretutto l’aspetto che lo caratterizza di più. A causa di questi boccoli, infatti, è più difficile che il pelo si stacchi e quindi si evita moltissimo la dispersione dell’allergene. 

Estroverso e amante della compagnia, si tratta di un felino perfetto per le famiglie con bambini. 

Burmese 

I suoi occhioni gialli parlano da soli: il Burmese è davvero un gatto-cane, sempre pronto a seguire il suo padrone ovunque e a ricevere tante coccole. Per fortuna è anche un gatto ipoallergenico, sia per la minima produzione di Fel D1, sia per il suo pelo setoso ma molto, molto corto. 

Consigli per convivere con gatti ipoallergenici

Anche se scegli di adottare un gatto ipoallergenico, l’attenzione non è mai troppa. Pulire regolarmente l’ambiente in cui vive l’animale, così come la sua lettiera e il suo pelo, è imprescindibile per far funzionare questa convivenza. 

Allo stesso modo, anche la tua igiene personale lo è: non dimenticare mai di lavare bene le mani dopo aver accarezzato il gatto, così da non rischiare di toccarti direttamente gli occhi. Cerca di non far salire il micio sul letto, in modo che non si creino accumuli sui tessuti e non vi sia un contatto prolungato per ore e ore. Quando abbiamo visto come insegnare al gatto a non salire sul tavolo ti abbiamo dato diversi consigli che puoi usare anche in questo frangente. 

Non dimenticare, poi, di eseguire i test allergologici come prima cosa. Adottare un animale non deve essere vista come una decisione reversibile: se dovessi ritrovarti a “darlo indietro” perché ti causa allergia, il gatto potrebbe risentirne molto a livello psicologico. Cerca di adottarlo solo dopo aver fatto tutte le verifiche del caso, magari stando anche a contatto con un esemplare della razza che ti interessa. 

In caso di allevamento, meglio ancora decidere di visitare proprio il gatto che si vuole adottare diverse volte, perché l’allergia cambia da esemplare a esemplare. 

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